Le critiche di Walter Telleri
Riproduciamo qui la lettera di Walter Telleri — consigliere di maggiornaza della provincia di Modena — che denuncia le modalita’ dell’assegnazione del centro servizi al consorzio delle Valli del cimone. E’ stata pubblicata sulla Gazzetta di Modena di oggi.
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All’Assessore Provinciale al Turismo, Beniamino Grandi
e, p.c. Al Presidente della Comunità Montana Mo-ovest, Yuri Costi
Alle Associazioni Partigiane
Modena23.04.09
Oggetto: “Parco Provinciale della Resistenza Monte Santa Giulia – Convenzione col consorzio di promo commercializzazione turistica dell’appennino modenese ‘Valli del Cimone’ per la gestione del parco”
Con atto deliberativo n. 192 del 07.04.2009, la Giunta Provinciale ha approvato una specifica convenzione per affidare a ‘Valli del Cimone’ la gestione del Parco Provinciale della Resistenza Monte Santa Giulia, ubicato in Monchio di Palagano.
Voglio, in primo luogo, evidenziare che l’oggetto dell’atto in parola ignora, come, purtroppo spesso accaduto in passato, che l’area, acquistata dalla Provincia nel 1971, è destinata, appunto,a ricordare la Resistenza ed in particolare l’eccidio di Monchio, Costrignano e Susano. Dimenticare, come in questo caso, quel valore storico ed ideale, è cosa della quale ritengo che l’assessore proponente l’atto stesso, non possa andare fiero.
Nel merito della delibera adottata richiamo l’attenzione sul fatto che, a differenza di quanto accaduto in passato, l’assessorato ha scelto un soggetto privato senza espletare alcuna gara di tipo pubblico, violando in tal mondo il principio di trasparenza e di imparzialità della Pubblica Amministrazione che deve essere alla base di ogni provvedimento assunto. Il Consorzio denominato ‘Valli del Cimone’ è, infatti, costituito ai sensi dell’art. 2602 del Codice Civile, perciò come Consorzio imprenditoriale; affidare allo stesso consorzio ‘il diritto d’uso dell’edificio polifunzionale di proprietà provinciale situato in Via Macchie n. 20 a Palagano in prossimità dell’entrata del Parco’, appare illegittimo in quanto l’affidamento in house è possibile solo nei confronti di società strumentale dell’ente affidatario (come stabilito da sentenze della Corte dei Conti), il ché certamente non è per il Consorzio nei confronti della Provincia. Agendo come ha agito, la Provincia, su proposta dall’assessorato al Turismo, ha pacificamente eluso l’obbligo della gara pubblica per l’affidamento del servizio di gestione. Analoga violazione può addebitarsi al Consorzio il quale, comunque, potesse anche vantare l’esistenza delle condizioni per l’affidamento in house, sarebbe in ogni modo a sua volta tenuto alla scelta del gestore tramite procedura ad evidenza pubblica. L’atto deliberativo approvato prevede, inoltre, che l’affidamento venga regolato da una convenzione di cui vengono fissate le linee guida, demandando ad un momento successivo la redazione e la stipula di tale disciplinare. La convenzione, ovvio presupposto della operatività dell’affidamento, non risulta stipulata; ciò nonostante il Consorzio ha dato inizio all’attività di gestione, seppure privo di qualsiasi titolo legittimante, tale essendo solo la Convenzione e non certo la delibera unilateralmente assunta dalla Giunta Provinciale.
In particolare l’attività di gestione già iniziata consiste nella ricerca di un gestore per l’edificio polifunzionale posto all’ingresso del Parco, che è stato concesso in diritto d’uso gratuito al Consorzio (lo scorso anno questo aspetto della gestione ha portato nelle casse della Provincia oltre 12mila euro). Va sottolineato che il Consorzio ha pubblicato un avviso di poche righe per chiedere ad eventuali interessati di manifestare la loro disponibilità. Detto bando (ad evidenza pubblica!!!) non era presente neppure all’interno della sito del Consorzio stesso, nè stato affisso in tutti i comuni costituenti la Comunità Montana di Montefiorino. Dall’esame degli atti non è stata trovata traccia delle condizioni d’affitto, né dei criteri di assegnazione, in assenza dei quali è da ritenersi che l’unico criterio applicato sia quello della più totale discrezionalità!
Non credo che l’azione dell’Assessorato abbia determinato una situazione della quale la Provincia possa andare fiera;!
Con franchezza
Walter Telleri